BURKINA FASO & MALI
FESTIVAL DI MUSICA NEL DESERTO
Spedizione 15 giorni - 14 notti
Dal 3 gennaio al 17 gennaio 2008
PARTENZA GARANTITA
3 gennaio: Volo Italia - Burkina Faso
Arrivo in serata a Ouagadougou, capitale del Burkina faso. Assistenza all’arrivo e trasferimento in hotel
4 gennaio: Case dipinte
Ouagadougou
Ouagadougou è una tipica metropoli dell'Africa Nera. Una città che non ha ancora smesso del tutto i panni del villaggio. Nonostante il cemento e l’asfalto, la popolazione perpetua stili di vita dei villaggi d’origine.
Anticamente la pianta della città era centrata sul Palazzo del Moro Naba, il Grande Imperatore dei Mossi. Il Palazzo esiste ancora, ma non sembra più essere il baricentro della città. E’ stato sostituito dal Mercato Centrale, verso il quale tutte le strade confluiscono. In effetti vi affluiscono oggetti e manufatti provenienti dalle popolazioni delle savane circostanti. Vi si possono trovare: canestri di paglia intrecciata, sacchi e contenitori di pelle, tessuti artigianali dai vivaci colori, su cui spicca l'intenso blu indaco.
In periferia, proprio accanto ai quartieri fieristici dell’Expo dedicata all’artigianato africano, centro artigianale in cui veri e propri artisti producono, espongono e vendono il risultato del loro lavoro.
Partenza per le savane meridionali, dove vive la popolazione dei Gurunsi, che costruisce ed affresca grandi dimore fortificate. Presso i Gurunsi i ruoli nella costruzione sono divisi secondo i sessi. Gli uomini si occupano della costruzione degli edifici. Questi sono realizzati sovrapponendo strati di argilla, supportata da pilastri ed arcate in legno. Le donne si occupano della finizione: l’impermeabilizzazione dei muri e terrazze con sterco di zebù e la realizzazione di grandi affreschi impiegando pigmenti naturali rosso, bianco e nero, sullo sfondo ocra dei muri d’argilla. I disegni geometrici di questi affreschi completano e si fondono con le linee arrotondate e rettangolari delle forme plastiche degli edifici. Ottimo esempio di “architettura sculturale” che tanto influenzò Le Couboisier.
In serata, seduti intorno al fuoco, accompagnati dal ritmo dei tam tam assisteremo ad un’antica tradizione della cultura orale di questi popoli: una competizione di racconti enigmatici a cui i giovani devono dare soluzione mostrando l’apprendimento dei valori della cultura tradizionale.
5 gennaio: Savane
Villaggi Mossi
Insediamento di cercatori d'oro
Riprendiamo la strada verso la capitale. Ci fermeremo per visitare villaggi Mossi, che rappresentano la popolazione maggioritaria del paese. La storia del Burkina è intimamente legata agli alti e bassi dei quattro regni Mossi che hanno dettato legge per secoli in queste contrade saheliane. Degli antichi splendori restano racconti, tradizioni mistiche e soprattutto un temperamento fiero.
In direzione nord visiteremo un insediamento di cercatori d'oro. A forza di scavare pozzi e cunicoli alla ricerca della fortuna, questi cercatori hanno trasformato la savana in un paesaggio lunare. Impressionate vedere questi giovani lavoratori uscire dai cunicoli ricoperti di uno spesso strato di polvere bianca. Non mancherà chi, con fierezza, mostrerà il frutto del proprio lavoro: pagliuzze d’oro, che ripagano di tante fatiche.
6 gennaio: Togu’na
Passaggio della frontiera del Mali
Territorio Dogon
Lasceremo la pista principale per entrare in territorio Dogon. Attraverseremo i villaggi della piana, una delle regioni più interessanti, ma meno visitate dei paesi Dogon. Popolosi villaggi si alternano a distese di coltivazioni di miglio. Al centro di ogni villaggio, o di ogni quartiere, ecco i Togu’na, centri di riunione per gli anziani, realizzati con pilastri in legno scolpito, che sostengono spessi strati di canne di miglio. All’ombra della struttura giacciono seduti o sdraiati gli anziani, intendi sia a fabbricare corde con cortecce di baobab, sia a discutere dei problemi del villaggio. Le sculture fatte sui pilastri che li circondano rappresentano maschere ed antenati mitici. Degli autentici capolavori, che una volta tanto non si fanno ammirare in un museo, ma nel proprio contesto naturale quale il villaggio.
7 gennaio: Falesia e villaggi
Falesia Dogon
Le maschere Dogon
Escursione a piedi sulla rocciosa falesia Dogon alla scoperta di due villaggi abbarbicati, a nido d’aquila, sulla falesia. I Dogon abitano in case di argilla marrone al limite della parete rocciosa; appena sopra di loro, nelle grotte della parete, come in un’immagine speculare, il “villaggio degli spiriti” edificato dai mitici Telem, prima dell’arrivo dei Dogon, in argilla rossastra .... Marceremo tra ripidi viottoli del “villaggio degli uomini”, le case incastonate nella roccia non sono che estensioni di caverne. Assaporeremo attimi di vita quotidiana: donne intente a portare acqua, tessitori al loro telaio, anziani che intrecciano corde dalle cortecce di baobab. Un profondo crepaccio nella roccia ci porterà lungo il sentiero centrale del “villaggio degli spiriti” che percorreremo in silenzio: torri di argilla rossiccia, antichi granai, grotte e necropoli dove solo gli iniziati hanno accesso. I "villaggi degli spiriti" furono abitati dai Telem, un’etnia di pigmei sparita misteriosamente quattro secoli fa’.
Nel pomeriggio assisteremo ad un’uscita di maschere Dogon. Famose per le loro forme, che richiamano il cubismo del Novecento, queste maschere rappresentano la vita del villaggio. Danzano in modo particolare all’occasione di funerali, per rendere un ultimo omaggio allo spirito del defunto, e per incoraggiarlo a lasciare il villaggio.
8 gennaio: Hogon
La casa del Ogon
Gandamia
Una breve escursione a piedi ci porterà in un minuscolo villaggio nascosto in una grande grotta nella falesia, e neppure segnato sulle carte. Vi incontreremo l'Ogon, il grande sacerdote. La casa del Ogon, mezza casa e mezza caverna, è un importante tempio del culto dei cacciatori: dai muri sporgono crani di animali, oggetti rituali e statue lignee che portano recenti tracce di sacrificio… Una fonte d’acqua in un anfratto nella roccia permette la completa autonomia di questo magico villaggio, protetto da ogni sguardo esterno.
Riprendiamo le nostre 4x4 e percorriamo la base della falesia nella direzione nord-est fino al grandioso sito montagnoso della Gandamia: meno grandioso in altitudine che in proporzioni, visto che “sbuca” fuori quasi dal nulla.
9 gennaio: Urbs sahariana
Timbuctù
In fine mattinata giungiamo a Timbuctù.
Arriviamo a Timbuctù colmi delle descrizioni che ci hanno lasciato grandi viaggiatori del medioevo, tra cui Leone l’Africano, e che hanno contribuito a fare di questa città un mito. Di quel tempo d’oro, XV-XVI sec., restano tre moschee: la moschea Djingereber, costruita nel 1327 da El Saheli, architetto andaluso; la moschea Sankore, che ospitò una famosa università, e la moschea Sidi Yahya, costruita dal marabù El-Moktar Hamall. Interessanti anche altre tracce di un passato glorioso: finestre, porte, colonne e decorazioni di stile marocchino.
Timbuctù sembra aver perso la vitalità di un tempo, ma quando arriva la sera ecco che la città ritrova la sua animazione. Songhay, Mauri e Tuareg invadono le strade. Esplodono canti e si improvvisano danze. In realtà, Timbuctù resta una città opulenta per le caste di borghesi Songhay che l'abitano e che continuano ad avere in mano il commercio del sale.
Visiteremo anche gli artigiani, famosi per l'antica tecnica dei gioielli derivati dalla tradizione sia Maura sia sudanese della filigrana. E' possibile inoltre trovare prodotti dell'artigianato Tuareg (portafogli, portapipe, anelli, spade, pugnali, teiere).
10, 11 e 12 gennaio: FESTIVAL NEL DESERTO
Essakane
VII edizione del Festival Musicale nel Deserto del Mali
Riunioni tradizionali di nomadi Tuareg
Essakane è situata nel cuore del deserto, nei pressi di un’antica oasi (65 km da Timbuctù).
Dal 11 al 13 gennaio 2007 vi si realizzerà la VII edizione del Festival Musicale nel Deserto del Mali.
Il festival si è inserito nel quadro di riunioni tradizionali di nomadi Tuareg, chiamate Takoubelt nella regione di Kidal, e Temakannit nella regione di Timbuktu. Per secoli queste riunioni hanno offerto un’incredibile opportunità ai Tuareg di incontrarsi, socializzare e celebrare. Hanno offerto anche l’occasione di esibire canzoni, danze, poesie, corse di cammelli, duelli rituali con spade, giochi ed altri divertimenti tradizionali.
Oggi, il Festival nel Deserto vuole da una parte dare spazio a tutte le espressioni culturali Tuareg e dall’altra essere aperto a contributi di musicisti di tutto il mondo.
13 e 14 gennaio: Ragnatela d’acqua
Delta interno del Niger
Mopti
Percorreremo con le nostre auto la parte più interessante del delta interno del Niger. In questa regione all’incerto confine fra savana e deserto il gigantesco corso d’acqua si divide in centinaia di rami, di laghi e laghetti creando il delta interno, un’enorme “ragnatela d’acqua” che si estende per centinaia di chilometri. Questo delta, nel cuore del continente africano, é abitato da una moltitudine di villaggi uniti fra loro dalla grande rete di corsi d’acqua. Qui l’uomo attraverso secoli e millenni di insediamenti ha espresso numerose civiltà, che hanno lasciato a testimonianza raffinati oggetti di bronzo e terracotta che sono fra i capolavori dell’arte africana. Andremo alla scoperta di villaggi abitati da Peul, Bozo e Songhay. Ammireremo le loro belle architetture in argilla, le moschee dagli stili delle etnie di appartenenza, le case distribuite lungo i corsi d’acqua, i minuscoli accampamenti di pescatori sugli isolotti.
Termineremo la nostra traversata della “ragnatela d’acqua” del Niger all’altezza della cittadina di Mopti, costruita su tre isole alla confluenza dei fiumi Bani e Niger, punto di incontro di diverse culture. Pescatori Bozo, agricoltori Dogon, Bambara e Bella, pastori Tuareg e Peul animano il mercato di fronte alla grande darsena delle piroghe facendo di Mopti il principale snodo commerciale della regione. Basti dire che ogni anno 60.000 tonnellate di pesce transitano attraverso il porto di Mopti, facendo del Mali il terzo produttore di pesce dell’Africa Occidentale. Mopti é anche un importante centro di raccolta per gli oggetti d’arte della regione e per una grande varietà di perline e monili.
15 gennaio: Stile sudanese
Djenne
Il lavoro dei “barrey”
Djenne, la più bella ed intatta delle città carovaniere a sud del Sahara. La sua architettura in stile sudanese risale al XIV secolo.
L’armonia delle forme dell’architettura sudanese ha colpito gli europei fin dalle prime esplorazioni e ne ha fatto la più nota delle architetture africane. La cittadina di Djenne, costruita su un isola fra le lagune del fiume Bani, è considerata il più fasto esempio di questa architettura. Le case a più piani delle importanti famiglie che controllavano i commerci sahariani, le scuole coraniche, la moschea centrale, che é anche il più grande edificio d’argilla al mondo, formano un insieme abitato unico al mondo, che ha meritato il titolo esclusivo di Patrimonio dell’Umanità ad opera dell’Unesco.
Camminando tra i vicoli della cittadina, saremo attenti ai particolari architettonici, ma anche a dettagli umani (che dettagli non sono!), rappresentati dal lavoro dei “barrey”, i muratori di Djenne. Veri e propri artisti, che edificano case avendo come unico strumento, o quasi, le loro mani. Conoscenze tecniche e mistiche si sommano facendo di un barrey un artigiano ma anche una specie di santone. Le case che costruisce beneficiano delle sue capacità edilizie, ma anche della conoscenza di formule magiche, le sole che davvero preserveranno la casa da disgrazie ed incidenti.
16 gennaio: Bamako, Mali, Italia
Ségou
Bamako "Ségou è una cittadina che si percorre a piedi in due ore. Vecchia capitale del regno bambara, occupata nel secolo scorso dai conquistatori toucouleur che hanno creato le scuole coraniche ancora esistenti, poi alla fine dell’ottocento dai vincitori francesi che ne hanno fatto un capoluogo agricolo, questo è un posto dove resterei volentieri. Ci sono cinque licei, dicono. Posto adatto per scrivere, potrei fermarmi qui, se solo accettassero le carte di credito. Passerei il tempo a guardare la vita sul Niger, forse mi metterei una cravatta per passeggiare alla sera nelle strade di sabbia, insieme a cani e galline che vanno a spasso in libertà" (Gianni Celati).
Trasferimento a Bamako. Visita del museo, che permette uno sguardo approfondito sull’insieme delle culture che popolano il Mali. Tempo libero per acquisti. Auto e qualche camera in day-use a disposizione. Trasferimento all’aeroporto per l’imbarco.
17 gennaio: Arrivo in Italia
Arrivo in Italia in mattinata.
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