continentenero viaggi in africa
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La scheda del viaggio

Quote

Gruppo di 2/3 viaggiatori 2.835 €
Quote per persona in camera/tenda doppia

Gruppo di 4 o più viaggiatori 2.220 €
Quote per persona in camera/tenda doppia

Supplemento guida parlante italiano: 76 € al giorno

Quote per persona in camera doppia

Prezzi validi dal 01/11/09 al 10/12/2010 salvo periodi di media e alta stagione

ALTA STAGIONE
Suppl. aereo alta stagione variabile a seconda della data di partenza e del momento della prenotazione.

Supplemento aereo alta stagione: 190 €

Supplemento singola: 300 €

Le quote comprendono voli intercontinentali effettuati con Air France.
A scelta dei partecipanti i voli possono essere effettuati con Royal Air Maroc (previa verifica disponibilità di posti). Nel qual caso va previsto uno sconto di 80 a passeggero.

Le quote comprendono inoltre tutti i pasti in pensione completa dalla prima colazione del giorno 2 al pranzo del giorno 11. Tutti i trasporti in minibus o 4x4 e piroga a motore;

Non comprendono: la cena del primo giorno, la cena del giorno 11, le bevande, tasse aeroportuali (329 euro), assicurazione di viaggio (91 euro).


PERNOTTAMENTI
Giorno 1: a Lome Hotel Ibis Lome Centre, standard internazionale.
Giorno 2: a Kpalime Hotel Cristal, camere con aria condizionata e servizi.
Giorno 3: a Sokodé Hotel Central, camere con aria condizionata e servizi.
Giorno 4: a Kara Hotel Kara, camere con aria condizionata e servizi, piscina.
Giorno 5: a Dapaong Campement, camere con aria condizionata e servizi.
Giorni 6 & 7: a Natitingou Hotel Tata Somba Accor, camere con aria condizionata e servizi, piscina. Architettura in stile locale.
Giorno 8: a Abomey Motel camere con aria condizionata e servizi, piscina.
Giorno 9: a Ouidah Hotel Casa del Papa, bungalow con aria condizionata e servizi, piscina. Sulla spiaggia
Giorni 10: a Agbodrafo Hotel Le Lac, camere con aria condizionata e servizi, piscina. Davanti a Lago Togo
Giorno 11: a Lome in day-use, delle camere con aria condizionata e servizi.

TRASPORTI
Minibus o veicoli 4X4

VISTI
Togo, ad entrate multiple
Benin, a singola entrata

VACCINAZIONI
Febbre gialla: obbligatoria
Profilassi antimalarica: consigliata

L'itinerario

 


Cambi applicati (al 10 febbraio 2010)
1 Euro = 1.34 USD
1 Euro = 10.50 Rand Sudafricani
Per variazioni superiori al 5% vanno previsti adeguamenti tariffari

TOGO - BENIN, Miti e magie
TOUR GUIDATO - 11 giorni 10 notti

 

Giorno 1 : NEL GOLFO DI GUINEA
Assistenza all’arrivo e trasferimento in hotel.

Giorno 2 : MERCATI DI FETICCI
Mercato dei feticci di Lome
Regione forestale

Il nostro viaggio comincerà con una visita al mercato dei feticci di Lome, dove sono messi in vendita gli ingredienti dei sacrifici vudù. E' qui che i vari adepti dell'animismo locale vengono a comprare gli elementi necessari per i loro culti. I responsabili del mercato ci mostreranno alcuni «gri-gri» prodotti per risolvere i problemi della vita di tutti i giorni.
Trasferimento nella regione forestale e marcia a piedi: seguiremo una traccia attraverso un paesaggio di valli selvagge, camminando nella misteriosa penombra della foresta in una natura gigantesca e primaria. Scopriremo le proprietà delle piante conosciute da cacciatori indigeni. Le popolazioni locali, attraverso le conoscenze tramandate da padre in figlio, hanno saputo trasformare la foresta da presenza ostile ed impenetrabile in una realtà ricca di vita che sa proteggere e nutrire.

Giorno 3 : DANZATORI SUL FUOCO
Danza del fuoco
Trasferimento verso il nord troveremo dei villaggi popolati da popolazioni provenienti dal nord et stabilitesi in queste regioni da almeno due generazioni. Malgrado il tempo, hanno conservato le tradizioni dei loro antenati, come legame simbolico con la terra delle loro origini. I villaggi sono circondati da coltivazioni di cotone, igname ed arachidi.
Nella serata, assisteremo alla danza del fuoco. Al centro del villaggio un gran fuoco illuminerà i presenti, che inizieranno le danze al ritmo incalzante dei tamtam. Alcuni danzatori in stato di trance si lanceranno nelle braci, le prenderanno in mano, se ne cospargeranno il corpo, le mangeranno, senza riportare alcuna ustione. Coraggio? Autosuggestione? Magia? difficile spiegare una tale performance.

Giorno 4 : DALLA FUSIONE DEL FERRO...
I Bassar
Incontro con i Bassar, che hanno sviluppato e conservato tecniche tradizionali di produzione del ferro. Visiteremo un antico altoforno d'argilla e saremo introdotti alle tecniche di fusione. Conoscenze empiriche di geologia e convinzioni magiche si mescolano in questa forma arcaica di siderurgia, diventando quasi un'esperienza d'alchimia.
Saremo ricevuti da capi tradizionali, che incontreremo nelle loro sale di consiglio: una grande capanna, con un alto tetto conico. Potremo farci spiegare le varie modalità di "giudizio" praticate nell’esercizio del loro ruolo.

Giorno 5 : ... ALLA SUA TRASFORMAZIONE
I Kabye e i moba
Incontro con la popolazione Kabye. In alcuni villaggi, in cima alle colline, le donne plasmano vasi d’argilla e gli uomini lavorano il ferro dandogli forma con il fuoco e pesanti pietre.
Nel nord del Togo abitano i Moba. Abitano in case d’argilla, dalla forma circolare, con tetto conico in paglia. Un muro circonda e protegge le capanne di una stessa famiglia. Visiteremo piccoli villaggi, distribuiti su ampi territori: il risultato offerto allo sguardo del viaggiatore è un quadro impressionista in cui, secondo le stagioni, il verde o il color terra è punteggiato, a mo’ di colpi di pennello, dalle piccole concentrazioni umane. Dominano le piantagioni di miglio e sorgo.

Giorno 6: DISEGNI RUPESTRI
Falesia e granai d'argilla
Frontiera del Benin
Salto indietro nella storia e visita di grotte con graffiti, realizzati dagli antenati degli attuali togolesi. Si tratta di testimonianze di culture che hanno vissuto qualche millennio fa. Una pista ci porterà su una falesia dove visiteremo una grande grotta a picco sulla parete con all'interno antiche costruzioni e granai d'argilla. Nella grotta di Nano si rifugiavano interi villaggi Moba per sfuggire alle scorrerie di schiavi praticate dai guerrieri mussulmani.
Passaggio della frontiera del Benin.

Giorno 7 : CASTELLI D'ARGILLA
I Tamberma ed i Somba
Nel nord del Benin vivono delle popolazioni che noi abbiamo definito "le popolazioni delle case fortificate". Queste regioni figurano fra le più autentiche del continente africano, dove la vita si perpetua senza modificazioni da secoli, all’interno di grandi case patriarcali fortificate ed isolate. I Tamberma ed i Somba, che noi incontriamo oggi, rappresentano un esempio perfetto di questo genere di civilizzazioni. Per delle ragioni di difesa si sono rifugiati da secoli nella catena montagnosa dell’Atakora, su un territorio di difficile accesso. Le loro case sono simili a piccoli castelli. Si tratta di uno dei più begli esempi d’architettura tradizionale africana. Con l’accordo preliminare degli abitanti entreremo nelle loro case per capire il loro modo di vita.

Giorno 8 : LA MONTAGNA DEI "FETICHEURS"
Villaggi Taneka
Vudù
Escursione a piedi alla scoperta degli antichi villaggi Taneka situati sulle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde con i tetti conici, protetti al centro da dei vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, vestiti con una pelle di capra, e dai giovani iniziati. Questa popolazione abita su un sito archeologico da più secoli. Pare che i primi abitanti, d'origine Kabye, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti ed i propri riti d'iniziazione, e nello stesso tempo insieme hanno creato delle istituzioni religiosi e politiche comuni.
Mentre si cammina tra case a tetto conico, su viuzze delimitate da pietre lisce, capita d'incontrare giovani ed adulti con il capo raso, semi nudi. Si preparano a delle celebrazioni iniziatiche. I Taneka, considerano che per « fare » un uomo ci vuole tempo, pazienza, e tanto... sangue d'animali sacrificati. Insomma un processo lungo tutta un'esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio. Non più dunque un'esistenza cadenzata da un prima e da un poi, ma percorsa da un'unica tensione.
Scendendo in direzione sud, costeremo presso un importante luogo di culti vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’innumerevole serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per soddisfare bisogni della vita di tutti i giorni : un buon raccolto, un felice matrimonio, un parto senza problemi, una promozione scolastica….

Giorno 9 : PALAZZI REALI
Il palazzo dei re del Dahomey
Visita del Palazzo Reale d'Abomey, i cui muri sono decorati con i simboli degli antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva tra l'altro le spoglie mortali dei re ed un tempio costruito con argilla mischiata con polvere d'oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey stabili' le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L'esercito reale era formato anche da truppe femminili, che si caratterizzavano per l'audacia e la bellicosità.
Gli storici sottolineano la dimensione "laica" del potere esercitato dai re del Dahomey. Il re non era né un dio, né un sacerdote, nonostante il numero abbondante di sacrifici umani che erano compiuti sulle tombe dei re in alcune occasioni particolari. Il potere era esercitato secondo una razionalità accessibile ad una mentalità europea. Prova ne è il fatto che il Re di Francia e del Dahomey si scambiavano rappresentanze diplomatiche alla fine del 18° sec.
Eccoci di nuovo nella regione del litorale dove si estende una vasta area lacustre che accoglie Ganvie, esteso villaggio sulle palafitte. Una barca coperta e motorizzata vi ci condurrà attraverso questo lago. Gli abitanti, dell'etnia Tofinou, costruiscono le loro capanne su dei pali di teck e ricoprono i tetti delle loro abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è l'attività principale di questa popolazione in cui l'isolamento ha permesso di conservare le abitudini e le regole di costruzione originarie. Nelle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con facilità con l'aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita quotidiana. E' sulla piroga che si va a pesca, ci si sposta, si mettono in mostra le merci da vendere al mercato, si canta accompagnando il ritmo delle pertiche...

Giorno 10 : NELLA TERRA DEI VUDU’
La Ouidah di Bruce Chatwin
Frontiera del Togo

Ouidah è considerata una delle capitali del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dall'architettura afro-portoghese decadente coabitano uno di fronte all'altro il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole... il battito lontano delle onde sulla spiaggia... il ritmo dei tamburi rappresentano l'eco mormorante di colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un'atmosfera al di fuori del tempo, molto ben descritta da Chatwin nel suo libro "Il viceré di Ouidah". A Ouidah visiteremo il Tempio dei Pitoni, dove questi serpenti sono venerati come vudù protettori della città ; il forte portoghese, trasformato in museo sulla tratta degli schiavi ; la via del non-ritorno percorsa dai prigionieri prima di essere imbarcati in direzione del nuovo mondo.
Passaggio della frontiera del Togo.
In tutta la regione del litorale del Benin e del Togo, il vudù è la religione tramandata dagli antenati ed è praticata con fervore. Quest'esperienza religiosa è molto più ricca e complessa dei cliché diffusi in Europa, secondo i quali il vudù non sarebbe altro che una bassa forma di magia nera. Si tratta invece di una religione che da' senso e ordine alla vita di milioni di persone, qui e altrove nel mondo. Ci spostiamo in "brousse" alla scoperta di questo culto. Assisteremo ad una celebrazione vudù. Durante la cerimonia puo' succedere che tra suoni di tamtam e canti tale o tale Vudù s'impossessi d'alcuni adepti, dando luogo ad autentiche manifestazioni di trance.
In un altro villaggio visita ad un guaritore. I popoli che incontriamo nel nostro viaggio hanno soluzioni complesse, fondate su una visione "semplice" dell'uomo. La loro antropologia associa strettamente il materiale e lo spirituale. Niente da stupirsi allora se la malattia fisica è curata tenendo conto anche dello spirito. Il nostro guaritore tratta i suoi malati a base d'erbe e sacrifici sui vari altari che riempiono la sua corte. Parleremo con lui; lo assisteremo nel suo lavoro; incontreremo i pazienti.

Giorno 11: CAPITALE DELL’ARTE AFRICANA
Lome
Arrivo a Lome, città ordinata : da una parte il calmo quartiere amministrativo, dove si lasciano ammirare alcuni begli immobili in stile coloniale ; dall’altra il vivace quartiere degli affari, dominato dal mercato centrale, che visiteremo.
A Lome ci sono ampie possibilità di shopping, i nostri veicoli saranno a disposizione per accompagnarvi alla ricerca di:
- arte tribale ed antiquariato
- artigianato
- esempi di pittura contemporanea della scuola togolese che comincia ad essere conosciuta ed apprezzata nelle gallerie europee e statunitensi,
- oggetti degni di apparire nelle collezioni di arte popolare, come i colorati pannelli "pubblicitari" dei coiffeur di strada.
In serata trasferimento all'aeroporto ed assistenza all'imbarco.
Pranzo con grigliata di pesce in casa privata e cena libera.

 

 

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